Occhi solo per lui

Thommi è sempre sorridente, pacioccoso, paziente, testardo se qualcosa è importante per lui, e dolcissimo.

Quando era nella mia pancia lo sentivo esattamente così e quando è arrivato tra le mie braccia era come conoscerlo da sempre. Si fa da parte sui bisogni di Micol, le lascia sempre la precedenza e questo agevola molto la gestione pratica.

Questo mi ha permesso di tornare a lavorare molto presto prendendo un ritmo naturale con lui che è stato molto naturale per entrambi, nonostante l’allattamento esclusivo.

Abbiamo scelto per lui una nascita rispettata e ci abbiamo creduto fino alla fine, abbiamo scelto di non uscire nelle prime settimane donandoci uno spazio in famiglia esclusivo, filtrando le visite e donando lentezza alla sua nascita.

57039831_452418182164761_3415896612742889472_oIeri è caduto dal lettone, il tempo di una pipi e un caffè e nonostante i cuscini a protezione, gattonando si è buttato giù di faccia. Mi sono spaventata da morire. Da ieri mattina ho il magone se ci penso. Eppure sono già mamma, Micol è caduta mille volte in mille occasioni diverse, come tutti i bimbi.

Ieri per la prima volta ho avuto occhi solo per Thomas.

Il cuore in gola, il pianto che mi ha straziato. L’ho guardato e mi sono accorta di come sono volati questi 8 mesi, già gattona e si alza in piedi, segue la sua sorellina dappertutto e ha le espressioni di un bimbo grande, e in questi 8 mesi di momenti esclusivi ne ha avuti così pochi.
Così oggi i sensi di colpa li ho alle stelle. Faccio sempre del mio meglio e poi mi chiedo se avrei potuto fare di più. Cresce alla velocità della luce e vedendo Micol mi accorgo di quanto tutte le fatiche siano relative.

Giornate che sembrano infinite, poi se ti guardi indietro tutto è così veloce.

Ieri, come altre volte, un pensiero nella mente:

se ci fosse mia mamma forse l’avrei chiamata e le avrei chiesto cosa fare.

Conoscendola mi avrebbe semplicemente tranquillizzata, forse mi avrebbe suggerito che mossa fare. E come altre volte, non ho una risposta certa, ma solo quel dubbio: come sarebbe averla qui? come sarebbe poterla chiamare spaventata e farmi rassicurare? E le altre mamme, quando il loro bimbo sta male, cosa fanno?

Forse sono domande stupide, ma vorrei saperlo.

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