Un anno fa scrivevo…

Esattamente un anno fa usciva il progetto #OhMammaSonoDisoccupata , sotto forma di ebook gratuito, dopo 6 mesi di lavoro di ascolto, raccolta e scrittura di testimonianze di 41 mamme.

copertina3Diventare mamma è un viaggio meraviglioso, il vero e unico ‘per sempre’ di cui si ha la certezza, un viaggio di amore, di cambiamento che muove il mondo. Diventare mamma è gioia, sacrificio, amore immenso e compromessi tra ciò che c’era prima e la nuova vita, e non sempre è facile trovare il proprio nuovo spazio di donna in una realtà che muta ogni giorno.

Una mamma, ogni giorno, impara ed apprende nuove competenze senza nemmeno rendersene conto: aumenta il senso di responsabilità, la velocità in ogni gesto, l’intuizione, la capacità di prendere decisioni velocemente, leadership, ascolto… e tantissime altre doti che una mamma sviluppa quotidianamente nel prendersi cura dei propri figli. Per questo non dovremmo essere discriminate lavorativamente parlando, considerate scomode per i permessi che potremmo dover prendere per seguire la crescita dei nostri figli, ma valutate sulla base delle nostre capacità, aumentate dall’esperienza della maternità.

Un anno fa, raccontavo la mia storia all’interno del progetto #OhMammaSonoDisoccupata e che voglio condividere ora con te, un anno dopo, con la partita iva aperta a gennaio e tantissimi nuovi progetti lavorativi!

Consulente Babywearing Federica OmettiLE MIE PASSIONI STANNO CREANDO IL MIO LAVORO

Giunte ormai alla fine di questo progetto, è ora di raccontarti anche la mia storia.

Chi ero prima di diventare mamma?

Mia figlia ha poco più di un anno e mezzo, eppure è così difficile ricordare chi fossi prima del suo arrivo nella mia vita.

Ho iniziato a lavorare prestissimo, a 16 anni, dopo la scuola, tra un call center e l’altro, tra una piscina e l’altra come bagnina. Sono stata una commessa, una segreteria, e una assistente di direzione. Stacanovista e determinata, sognavo uno di quei posti di lavoro in stile ‘Il Diavolo Veste Prada’... finché ci riesco, in ambito design e architettura. Inizio come segretaria in uno studio di architettura piuttosto importante e lì mi faccio la gavetta tra le peggio richieste, ma tengo duro finché arriva quello che sarà il mio lavoro per tanti anni. Inizio a lavorare come assistente di direzione in una galleria d’arte, all’inizio poche responsabilità e tanta gavetta, finché piano piano guadagno spazio, fiducia e affetto da parte dei titolari. Per me una seconda casa. Passo più tempo al lavoro che a casa.

Nel frattempo muore mia madre e quelli che dovevano essere i miei datori di lavoro per me diventano come una famiglia. Non c’è altro posto dove mi senta a casa se non lì, lavorando per la loro bellissima azienda, conquistando risultati con loro, giorno dopo giorno. Chi ci pensava ad un bambino? Stavo in ufficio fino a tardi, pensavo al lavoro anche quando ero fuori dall’ufficio. Ero ambiziosa e determinata e felice della stima che mi guadagnavo ogni giorno. Forse illusa, alla luce dei fatti.

Dal 2011 però, affiancando mia madre in una lunga malattia, inizio a sentire una spinta dentro verso qualcosa di più magico. La respingo ma ne sono continuamente attratta. Inizio a conoscere il Reiki, a praticare yoga, a partecipare con lei ad alcune serate di meditazione.

Più passa il tempo, più mi sento spezzata in due: un lavoro che non permette distrazioni e una spinta dentro che va in tutt’altra direzione.

Mi rimetto a studiare, occupando per un anno tutti i miei weekend e parto da qualcosa di impensabile per me: il make-up. Dopo un anno di Accademia, decido di propormi come make-up artist per le pazienti oncologiche, ma poco dopo mi rendo conto che la ferita per me è ancora troppo fresca.

Inizio a lavorare su di me, dormo poco, lavoro tanto e ogni momento libero lo sfrutto per conoscere di più di quella me oltre il lavoro.

Federica_maternity_CristinaMoxedano56 copiaFinche’ nel 2014 ri-incontro quello che oggi è mio marito. Con lui rinasco, rimetto a posto le priorità, inizio a dare spazio alla spinta che sento dentro. Divento operatrice Reiki nello stesso anno e secondo livello nel 2015 e inizio ad aprirmi alla vita, a respirare qualcosa di diverso oltre al lavoro, ma continuo a dirmi che devo lavorare, che so fare bene solo quello, che non posso deludere chi mi ha dato così tanta fiducia. E così … mi sento sempre più spezzata in due. Nel 2015 rimango incinta del mio primo bambino.

Ecco il punto di rottura, quello che per me ora è il punto zero sulla nuova linea del tempo. Purtroppo le cose non vanno come dovrebbero, e provo a ributtarmi sul lavoro, ma non trovo l’accoglienza di qualche mese prima. IMG_20180207_164608Rimango incinta nuovamente e ancora una volta il sogno si infrange e la spinta che sento dentro diventa sempre più forte finche’ a settembre del 2015 scopro di essere incinta di Micol, la mia bimba arcobaleno, e mi prometto di ascoltarmi, di volermi bene, di permettermi di fermarmi. Già dal primo aborto inizio un percorso con una meravigliosa psicologa, sviscero i miei desideri e capisco che voglio poter fare la mamma. Accetto la proposta di maternità anticipata da parte del mio ginecologo, viste le precedenti gravidanze, e mi ritrovo a casa, con la paura di deludere tutti, i miei datori di lavoro per primi, ma la consapevolezza di dovermi fermare.

In poco tempo al lavoro si dimenticano di me, che sembravo così indispensabile, ma che sarei diventata mamma di lì a poco, e quindi non più disponibile come prima. A fatica lo accetto ma stringo la mia pancia mi dico che lì dentro non voglio rimetterci più piede, che lo devo a me stessa, e alla mia bambina. Mi prometto che le cose cambieranno. A tre mesi di vita di mia figlia, mi iscrivo alla scuola di Operatrice Olistica Materno Infantile e scelgo di formarmi proprio per affiancare le mamme e a dicembre 2016 do le dimissioni volontarie per occuparmi di mia figlia, per vivere la sua e la mia crescita di mamma e di donna.

Oggi il mio primo lavoro è quello di mamma, e con Giorgia, amica e collega,  ho fondato l’associazione Le MaMi, per poter sostenere le donne dalla ricerca della gravidanza al post parto in questo periodo di cambiamento e così delicato. 50072382_402656870474226_5106625426709544960_oLe mie passioni, stanno finalmente creando il mio lavoro, lentamente, giorno dopo giorno, ma inizio a vedere una forma crearsi e questo mi rende così felice che mentre scrivo sorrido. Sono felice. Non tutti i giorni eh, non tutti sono uguali. Ma la maggior parte del tempo, sono felice di sapere finalmente chi sono, dell’amore che ho intorno, e di ciò che vedo crearsi intorno me. So che ho ancora tanta strada da fare, tanto da imparare ma so che ho degli ottimi compagni di viaggio con me. Mi capita di avere paura, paura di una attività in proprio, paura delle scelte radicali che ho fatto. Ma ho fiducia, perché da ciò che nasce con amore non può che nascere qualcosa che vibra dell’energia dei sogni.

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