15 ottobre – Giornata del lutto perinatale

Giornata del lutto perinatale

Ho quattro figli.
Due di loro, i primi due, non posso abbracciarli, ma questo non significa che non esistano.

Nel 2015 ho avuto due aborti, uno intorno alle 12 settimane e un bimbo perso di sole 6 settimane e quei bimbi li porto nel cuore.

Un maschio e una femmina, forse, così sentivamo.

Ci hanno insegnato tantissimo in poco tempo e ci hanno fatto davvero capire quanto desiderassimo entrambi essere genitori. Ci hanno fatto crescere velocemente e con fatica. Abbiamo fatto tanta strada da allora, da quel primo ‘non c’è più battito’, da quel primo raschiamento.

44234865_352350552171525_2926034027603296256_oRicordo ancora come fosse oggi cos’ho provato alle parole ‘non c’è più battito’, fredde, distaccate. ‘Signora succede. Siete giovani.’ Ricordo bene il pomeriggio sdraiati sul divano abbracciati piangendo entrambi per quel bimbo che tanto avevamo desiderato e il giorno del raschiamento, quando piangevo prima di entrare in sala operatoria dicendo a mio marito ‘non voglio più figli. mai più. ‘
Mi sentivo morire dentro e ancora di più perchè non potevo parlarne, perchè in pochissimi avrebbero capito veramente quanto stessi soffrendo.
E dopo qualche giorno, tutto come se non fosse successo niente e noi che sentivamo un vuoto dentro incredibile. Io che mi toccavo la pancia e sentivo un groppo in gola.

E qualche mese dopo di nuovo incinta, felice e spaventata, penso: ‘ non mi capiterà più dai’. Partiamo per le vacanze, sta andando tutto bene finchè una mattina mi sveglio e capisco che qualcosa è andato storto.

Di nuovo.

Ci siamo sentiti soli, spesso non compresi.
Ci siamo stretti tra le braccia, tenuti la mano.
Sono stata seguita da una psicologa per quasi due anni, fino ai 6 mesi di Micol quando ho sentito che quel dolore si era trasformato ed ero pronta a lasciarlo andare.

È importante parlarne: è un dolore di cui si parla poco, l’aborto spontaneo non si nomina e rimane spesso un tabù. Così solo quando ti succede lo scopri, e scopri che è successo a tante.

Non dovrebbe essere così.

È un lutto a tutti gli effetti per chi lo vive ed è giusto che si possa avere lo spazio per parlarne se se ne sente il bisogno. E più di tutto è importante parlarne perchè intorno ad una coppia che sta vivendo un momento così delicato ci vuole dolcezza e comprensione e non un ‘massi, eri incinta di poco’, ‘vabbè dai non era ancora un bambino’, ‘dai siete giovani’ ( tutte frasi che ci siamo sentiti dire).

A volte basta un abbraccio, di quelli sinceri, che vale più di mille parole.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...